Perciò diciamo che è pazzo. Non è d’accordo con noi. Cercheremo ancora di comunicare con lui? No. Non concorda con noi. Non ha concordato su questa realtà. Proviamo dell’affinità per lui? No. Diciamo: “Quel tipo è pazzo”. Non ci piace. Non lo vogliamo vicino.
Ora, supponiamo che io e voi stiamo discutendo. Voi dite: “Questo tavolo è di legno”, mentre io dico: “No, è di metallo ed è stato dipinto in modo che sembri legno”. Incominciamo a polemizzare in proposito; cerchiamo di raggiungere un punto di accordo, ma non ci riusciamo. Un’altra persona si avvicina, guarda il tavolo e dichiara: “In effetti, le gambe sono dipinte in modo da sembrare di legno, ma il piano è effettivamente di legno ed è marrone, e si tratta di un tavolo”. A quel punto raggiungiamo un accordo. Proviamo affinità. Improvvisamente ci sentiamo amici e proviamo la stessa cosa anche nei confronti del terzo uomo. Egli ha risolto il problema. Abbiamo raggiunto un accordo ed entriamo in comunicazione.